giovedì 11 novembre 2010

Scherma: Nathalie, la filosofia è... vincente!

Articolo pubblicato da QN-Il Giorno-Carlino-Nazione il 9 novembre 2010
 
di Gianmario Bonzi
PARIGI - Dal 2003, dal bronzo della milanese Cristiana Cascioli a L’Havana, la spada femminile non era più riuscita a centrare un podio iridato a livello individuale. Incantesimo rotto con un’altra meneghina, Nathalie  Moellhausen, bravissima ieri a sfoderare la sua prova migliore in una stagione difficile a causa anche di problemi fisici. Da numero 45 del tabellone, infatti, Nathalie si è arrampicata su su fino al terzo gradino del podio, facendo fuori avversarie quotate, come l’estone Embirch (bronzo nel 2007) al primo turno, la bestia nera, l'ucraina Shemiakina, 4 nel ranking, negli ottavi, e la polacca Magdalena Pierkarska (5a al mondo e avversaria di tante sfide nella prova a squadre), nei quarti. La corsa si è arrestata in semifinale, di fronte all’ungherese Szasz, poi argento: 8-15. Poco male. Ci è rimasta di bronzo.

Nathalie Moellhausen, la medaglia di bronzo, un brindisi: con l'ambsciatore italiano a Parigi, Giovanni Caracciolo (foto Bizzi)

Capita spesso, nella scherma, di imbattersi in personaggi, maschili o femminili che siano, dalla grande cultura, l’intelligenza fine, la buona proprietà di linguaggio, persino un'ottima prosa nel caso decidano di trasformarsi in giornalisti (e ce ne sono molti). Insomma, atleti vincenti (perchè la scherma italiana è vincente, da sempre), ma anche pieni di interessi al di fuori delle pedane, che siano scientifici o artistici. Nathalie Moellhausen, cittadina del mondo tout-court, è sicuramente tutto questo e anche molto altro. Trisavolo tedesco, bisnonno turco fuggito dalla Prima Guerra Balcanica, nel 1912, verso Trieste, mamma di origini brasiliane, la stilista Valeria Ferlini; lei, Nathalie, a Milano è nata e vissuta fino a 20 anni, tirando di scherma al Circolo Mangiarotti, con il maestro (ed ex campione del mondo a squadre nell'89 e '90) Sandro Resegotti, che tutt'ora lì lavora. Ah, quasi dimenticavamo: il nonno Eitel fu console tedesco a Roma durante la seconda guerra mondiale e si oppose alla deportazione di ebrei romani.  

Nathalie parla cinque lingue, ama l’arte, la fotografia e studia filosofia. Si è trasferita a Parigi (dove è stata regista della cerimonia d’apertura, sabato), tu guarda il destino, per allenarsi con Daniel Levavasseur, maestro dell’olimpionica di atlanta '96, nonché gran signora della spada, Laura Flessel. Vorresti chiederle della scherma, finisci per parlare di filosofia: «Il mio percorso di studi è stato un po' travagliato a causa dei cambiamenti di vita. Quando sono arrivata a Parigi non parlavo la lingua. All’inizio tornavo indietro in Italia a dare gli esami. Poi non ce l'ho più fatta a fare tutto. Ho dovuto saltare un anno per imparare il francese e riscrivermi qui, alla Sorbonne. Sono rimasta un po' indietro e in Francia sono molto esigenti... Non ho comunque fretta, non sogno di diventare una profesoressa. Filosofia resta a mio parere la materia che piu si avvicina a quello che voglio fare: lavorare un giorno nel campo dell’arte e nell'organizzazione di eventi". Obiettivo già raggiunto, se vogliamo, visto che al Grand Palais di Parigi ha allestito una mostra fotografica sulla nobile arte della scherma. 
«Il vero successo è passare da un fallimento all’altro senza mai perdere l’entusiasmo»: è una frase di Churchill che Nathalie adora. Un anno fa, ai Mondiali, fu solo 18esima nell'individuale, dopo una grande stagione in coppa. Ieri, sul podio, al termine di un anno travagliato. Appunto. 

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2 commenti:

  1. Faccio i complimenti a Nati perchè secondo me è proprio una bella persona non che molto brava schermisticamente parlando, le auguro quindi i mille successi che si merita, sia a livello individuale sia a livello di squadra, dove le ragazze se tireranno compatte riusciranno sicuramente a fare bene. Concludo con un pensiero personale sarebbe sempre bello che la nostra nazione fosse rappresentata da persone come lei, e non dico solo nella scherma, ma ogni nazionale di ogni sport dovrebbe rappresentarci con questa signorilità, capacità critica personale, determinazione...Forza ragazzi e ragazze che abbiamo ancora 3 medaglie da prendere...

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  2. Condivido tutto. Ma sulla nostra devastata eppur sempre amata patria, non nutro speranza. Sono un inguaribile ottimista, non sull'Italia. Così è, così ce la terremo per sempre, ahimè.
    Grazie per averci scritto, continua a seguirci!

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